Siate aperti alla grazia di conoscere la divinità e l’umanità di Cristo
Il Monte Tabor è il luogo in cui Pietro, Giacomo e Giovanni videro Gesù nello splendore della sua gloria. Videro la divinità che era nascosta dalla sua umanità. Questo giorno segna l’alba della fede degli apostoli in chi è Gesù e nella sua vita divina. Nella sua umanità e nella sua identità totale, egli è l’immagine di Dio. Lo riconobbero perché lo conoscevano come uomo. E poi udirono la voce che diceva: «Questo è il mio Figlio prediletto» (Matteo 17,5).
Quella voce aveva già parlato in precedenza, in occasione del battesimo di Gesù. Ma allora era stata udita solo da Gesù. Ora Gesù viene rivelato ai suoi discepoli come Figlio di Dio. «Questo è il mio Figlio prediletto». È interessante ciò che segue. Dio dice poi: «Ascoltatelo». Ascoltare la Parola di Dio è una delle grazie più importanti per un cristiano. Durante la Messa, ci inchiniamo davanti al luogo della Parola – è Cristo che parla nella lettura della Parola – così come ci inchiniamo davanti al pane e al vino sull’altare. Nella Parola e nel sacramento, Gesù parla ed è presente nella Chiesa.
Gesù parlò anche del futuro, facendo capire agli apostoli che quel giorno sarebbe stato compreso appieno solo quando fosse risorto dai morti. Solo allora avrebbero colto il pieno significato della Trasfigurazione e avrebbero potuto concedersi un po’ di tempo per riflettere su cosa significasse «risorgere dai morti».
Pietro, Giacomo e Giovanni avrebbero ricordato quel giorno per sempre. Infatti, Pietro ne parlò nella sua prima lettera. Possiamo aprirci a questa grazia di riconoscere la divinità e l’umanità di Cristo e di credere nel profondo del nostro cuore che un giorno saremo trasfigurati, affinché i nostri corpi mortali diventino simili al suo.
Donal Neary SJ, The Sacred Heart Messenger, Agosto 2024